Che cos’è il QI?
Il QI, abbreviazione di quoziente intellettivo, è un numero che riassume come qualcuno si è comportato in una serie di compiti di ragionamento rispetto ad altre persone della stessa età. È utile, limitato e spesso frainteso.
Il QI in un paragrafo
Nei test moderni la scala è fissata in modo che il punteggio medio sia 100 e circa due persone su tre ricadano tra 85 e 115. Circa una persona su cinquanta ottiene 130 o più, e più o meno lo stesso numero ottiene 70 o meno. Il numero non misura quanto cervello ha qualcuno, né quanto avrà successo. Descrive come è andata una persona in un test particolare, in un giorno particolare, rispetto a un gruppo di confronto particolare.
Una breve storia
- 1904. Charles Spearman notò che chi va bene in un compito mentale tende ad andare bene anche negli altri, e propose un fattore generale, g, dietro a questo schema.
- 1905. Alfred Binet e Théodore Simon pubblicarono il primo test pratico di intelligenza, ideato per individuare gli scolari francesi che avevano bisogno di aiuto in più.
- 1912. William Stern propose di dividere l’«età mentale» per l’età reale, ottenendo il «quoziente intellettivo» originale.
- 1916. Lewis Terman a Stanford rivide il test di Binet trasformandolo nello Stanford-Binet, che rese il QI una parola di uso comune.
- 1939. David Wechsler introdusse la valutazione per confronto con altri della stessa età, il «QI di deviazione» ancora in uso oggi, con media 100 e deviazione standard 15.
Che cosa i test del QI cercano di cogliere
La maggior parte dei test campiona diversi tipi di ragionamento: individuare schemi e regole, lavorare con i numeri, capire le relazioni tra le parole, tenere a mente informazioni mentre le si usa e ragionare su problemi nuovi. Il risultato è un riassunto approssimativo della capacità generale di ragionamento. Questo test esamina quattro di questi filoni: numerico, verbale, logico e visivo.
Che cosa lasciano fuori
Creatività, curiosità, saggezza, abilità pratica, comprensione emotiva, perseveranza e le conoscenze accumulate in una vita non sono ciò che un test del QI misura, e nella vita reale contano enormemente. Due persone con lo stesso QI possono differire moltissimo in ciò che ne fanno.
Perché un punteggio può variare
- Esercizio e familiarità. Chi ha già incontrato problemi simili tende a ottenere punteggi più alti.
- Condizione del giorno. Sonno, stress, fame e distrazioni spostano i risultati.
- Qualità del test. Un test online breve e non supervisionato ha molto più «rumore» di un test completo somministrato da uno psicologo.
- Il gruppo di confronto. I punteggi medi sono cresciuti in molti paesi nel corso del Novecento, un fenomeno chiamato effetto Flynn, ed è per questo che i test vengono ritarati periodicamente.
Come usare il tuo risultato
Considera un punteggio online un punto di partenza per la curiosità. Se la stima ti sorprende in un senso o nell’altro, è un segno di quanto sia impreciso un test rapido, non un fatto su di te. Se hai bisogno di una valutazione formale, magari per lo studio, il lavoro o una diagnosi, rivolgiti a uno psicologo qualificato.
Curioso di sapere come si colloca il tuo? Vedi la tabella dei punteggi del QI, leggi come viene valutato questo test oppure fai il test.